IL CEPPO RAPPRESENTA AGROPOLI AL CONCORSO “LA MAPPA DEL GUSTO”


SALERNO. Anno dopo anno si rinnova il patto di fiducia tra i gourmet e la Guida de l’Espresso “Ristoranti d’Italia”: l’edizione 2013, firmata dal direttore Enzo Vizz ari, è finalmente disponibile e pronta a fungere da vademecum utilissimo per la (ri)scoperta delle eccellenze del territorio. Piatti ispirati alla tradizione o nouvelle cuisine, vini pregiati o dal sapore genuino, trattorie e albergi deluxe: la guida del buon mangiare (e del buon bere) disegna un quadro preciso del panorama culinario, regione per regione. In Campania le eccellenze, “premiate” con punteggi che vanno da 18 (tre cappelli, l’eccellenza) a 14,5 (buona cucina) sono trentuno. Tredici di queste sono ospitate nel territorio salernitano: la Caravella di Amalfi, (chef Antonio Dipino) che con il suo 17 (due cappelli, cucina molto buona) resta in cima a tutte le hit; Pappacarbone (chef Rocco Iannone) di Cava de’ Tirreni (16, un cappello, cucina buona e interessante); il Monastero Santa Rosa Hotel di Conca dei Marini (tra le tre new entry, con uno sfavillante 16 in pagella); il Faro di Capo d’Orso (16); Casa del Nonno 13 di Mercato S. Severino (16); il San Pietro e le Sirenuse di Positano (rispettivamente 16 e 15,5); Palazzo Sasso Rossellinis e Villa Cimbrone – il Flauto di Pan di Ravello (con 15,5 e 15); Aladino di Salerno (altra valorizzata new entry, con un 15 per lo chef Pietro Rispoli); Le Trabe di Capaccio (15); Locanda Severino di Caggiano (15); Il Papavero di Eboli (14,5). In totale sono quarantasette i ristoranti segnalati dalla guida nel Salernitano, comprese le trattorie a cui non sono stati assegnati punteggi, ma che grazie all’accurata selezione delle materie prime, hanno ottenuto una vetrina. Otto quelli di Salerno città e tre new entry di tutto rispetto: accanto al neonato Monastero di Conca e all’Aladino di via dei Canali, a Salerno, c’è con un ottimo 14 in pagella, l’osteria Arbustico di Valva. Per ogni tempio del buon mangiare, la guida indica non solo indirizzo, numero di telefono, giorni e orari di apertura e chiusura, prezzi e siti Internet, ma anche la possibilità di pernottamento in loco, la particolare cura nella selezione dei vini, l’opportunità di mangiare con meno di trenta euro (bevande escluse), le enotavole e quei luoghi dove a farla da padrona, oltre alla cucina da intenditori, è anche l’amosfera sapientemente regalata da un mix di design e scenografia. A rappresentare Agropoli c’è il Ceppo, per Battipaglia la Fabbrica dei sapori e la Tavernola. Amalfi è di sicuro tra le perle della gastronomia con quattro griffe: Da Gemma, Santa Caterina, la Caravella e lido Azzurro (punteggi da 13.5 a 17). Quattro nomi ed una segnalazione (Nonna Sceppa) per Capaccio: Brezza Marina, Savoy Beach, La Pergola e Le Trabe (da 13.5 a 14.5). A Furore la parte del leone è di Hostaria di Bacco (12), a Castellabate non mollano il primato i Due fratelli (12), mentre Cetara offre alici e tonno in tutte le salse tra Acquapazza, Convento, San Pietro (da 13.5 a 14) con una segnalazione per la Cianciola. Nocera val bene una passeggiata per la Cantina del Vescovo (12.5), Pollica per il Mediterraneo (13). A Ravello, oltre ai due alberghi prima menzionati, c’è il Caruso con un ottimo 14 e la menzione per la cucina tradizionale di Cumpà Cosimo, mentre a Scala Lorenzo si conferma con il suo 12 una meta da non lasciarsi sfuggire. Due i ristoranti scelti a Vallo: Chioccia d’oro e U Parlatorio (12.5 e 12), mentre a far brillare Vibonati c’è la Cantinella sul Mare (13.5).

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