ASSISTENZA E PATOLOGIA IMPORTANTISSIMO CONGRESSO ALL’OSPEDALE DI AGROPOLI


“Il benessere, la qualità della vita e la qualità delle cure, la dignità della persona nel vivere e nel morire sono un diritto umano in qualunque paese del mondo”. La capacità di fornire ai malati terminali e ad altri pazienti un’assistenza adeguata e puntuale, abile a rispondere alle loro necessità fisiche come a quelle psicologiche e spirituali, non solo è simbolo di una sanità efficiente ma anche di una società all’avanguardia in campo etico e civile. Su questo spinoso tema si tiene oggi e domani 5 e 6 Ottobre, presso l’Ospedale di Agropoli, una due giorni di corsi professionalizzanti e tavole rotonde, intitolata: “Le cure domiciliari: tra presente e futuro – Corsi Professionalizzanti: Cure domiciliari con focus su cure palliative”. Il primo grande evento a carattere regionale su questo tema è organizzato dalla sezione di Salerno della SIMG e dall’ASL Salerno, con il contributo educazionale di Medicasa e Coloplast e con il supporto della segreteria organizzativa di EcoCongress. I medici ed esperti di calibro regionale e nazionale che si alterneranno nei due giorni forniranno testimonianze, esperienze dirette e dimostrazioni pratiche tanto dei metodi di cura che della gestione generale di certe pratiche piuttosto che degli ambienti nei quali vengono effettuate. Questo parterre de roi è stato fortemente voluto dalla Dr.ssa Giuseppina Arcaro, Direttore della Struttura Centrale Complessa Cure Domiciliari dell’ASL Salerno, e dalla Dr.ssa Maria Antonietta Scovotto, Medico di Medicina Generale e Presidente della SIMG Sezione Salerno, responsabili dell’evento. All’inizio dei lavori presenzieranno le più alte cariche Regionali, Provinciali, Comunali e delle ASL regionali. L’obiettivo della due giorni è quello di focalizzare l’attenzione su un aspetto molto importante per la sanità campana e salernitana, quello delle cure domiciliari e delle cure palliative. Un’assistenza che purtroppo non si afferma esclusivamente con la buona volontà di qualcuno, ma solo se è organizzata e se la programmazione regionale e locale vi dedicano l’adeguata attenzione e le giuste risorse.

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