AGROPOLI VENTICINQUE ANNI FA MORIVA PADRE GIACOMO SELVI,ARRIVO’ IN UN DESERTO,COSTRUI’ LA FEDE


 

 

 

 

 

 

Era domenica mattina,svegliarsi e vedere quei manifesti con il nome di Padre Giacomo Selvi e sotto scritto al secolo Lino fu un fulmine a ciel sereno. Ricordo come se fosse adesso. Lavoravo da circa un anno a Teleagropoli. Quella domenica stavo andando a messa,abitavo al palazzo delle poste centrali.Nel pomeriggio dovevo arbitrare una partita di seconda categoria a Valva,la Juve di Rush e Marchesi doveva affrontare il Pescara battuto poi dall’unica doppietta dell’attaccante britannico. Rimasi di stucco,il manifesto era affisso vicino al muro del campo dell’oratorio dove ora c’è la sala Giovanni Paolo II. ” E’ morto Padre Giacomo”. Avevo 21 anni e Padre Giacomo lo avevo vissuto da sempre, io chierichetto di don Armando e don Angelo da sempre alla chiesa della Madonna delle Grazie. Quando arrivò Padre Giacomo da Verona io già lo conoscevo perchè lui ogni anno veniva “sopra Agropoli” ad una delle feste o San Pietro e Paolo o alla Madonna di Costantinopoli.Alla chiesa del Sacro Cuore non ci era mai stato, forse non sapeva nemmeno che esisteva. Era grosso grosso Padre Giacomo. Quando poi si trasferì qui definitivamente assumendo la guida della chiesa della stazione i sacerdoti agropolesi non lo presero di buon grado.Lui li rispettava in maniera straordinaria  ma loro lo detestavano per i suoi modi,aveva preteso che non si appendessero i soldi ai Santi,aveva preteso che alle prime comunione tutti dovevano avere il saio bianco,aveva preteso una macchina davanti alle processioni principali dove lui aveva il megafono e pregava insieme con Armida Passaro. Questo non andava giù ai sacerdoti agropolesi che lo appellavano bonariamente ” U’ munacon ra stazione”,e anche io ripetevo sempre questo appellativo. Quando mi vedeva mi invitava ad andare da lui a servire la messa ma io non ci andavo anche se poi nelle manifestazioni unificate mi presentavo e mi accoglieva con un sorriso e una gioia indimenticabili, disarmanti.Ero però nel tempo diventato un suo bersaglio preferito.Successivamente i sacerdoti agropolesi divennero dei suoi grandi ammiratori e lo seguivano in tutto riconoscendogli grandissimi meriti,lo veneravano. Molti sono gli episodi nei quali mi ha rimproverato ne racconto qualcuno. Era arrivato solo da qualche anno e organizzò la corsa che prevedeva un circuito dal sagrato della chiesa della stazione girando per tre volte davanti alla porta dell’ingresso della stazione stessa. Io imbrogliai, mi fermai sopra e feci solo due giri e quando arrivai mi fece nero e mi squalificò.Un altro episodio è rimasto storico. Era la notte di Pasqua nella chiesa della Madonna delle Grazie,mentre stavamo vicino al leggio  alla sinistra dell’altare io Padre Giacomo e un altro chierichetto non ricordo chi fosse, c’erano gli alto parlanti e io ne feci cadere uno involontariamente,un boato scosse la chiesa tanto fu forte il botto e Padre Giacomo d’istinto esclamò forte: ” animale” rivolgendosi verso di me,tutti a ridere in chiesa e io mi feci piccolo piccolo.Ma l’episodio più particolare pochi giorni prima di morire.Da un anno lavoravo a teleagropoli e questo a lui piaceva,Padre Giacomo faceva le trasmissioni religiose, mi invogliava sempre,un giorno mi chiamò,sarebbe morto di li a poco e mi disse: ” Non sei più vero in tv,non sei quello di prima, ti fai suggerire molto”. Ancora oggi mi chiedo cosa volesse dire,o forse ho capito e non ammetto con me stesso. Padre Giacomo molti anni prima, alla fine degli anni settanta conduceva il sabato sera un programma religioso a radio Agropoli,era la vigilia di Pasqua del 1978,aspettavo per andare a servire la messa, avevo circa dodici anni e mezzo, quando mi prese d’impeto e mi portò con lui trovandomi nella piazza centrale di Agropoli,salimmo all’ultimo piano del palazzo Mazziotti dove erano gli studi della radio e mi fece fare con lui un’intera trasmissione,fu la prima volta che parlavo via etere.Potrei raccontare altri,tanti aneddoti però voglio evidenziare altro. Quando il Padre assunse la guida del Sacro Cuore in quella chiesetta a ridosso della stazione si diceva una sola messa il sabato,andava don Armando, e a San Marco il 10 agosto su di un camion veniva portata la Madonna delle Grazie. Non  c’era niente di fedele,con Padre Giacomo nacque quella che oggi è per dimensioni e abitanti la parrocchia più grande della diocesi di Vallo della Lucania.Era un deserto, con Padre Giacomo scendevano da ogni parte,collina san marco, via risorgimento, lungomare,Mattine, da tutte le frazioni, Fuonti,Frascinelle, Madonna Del Carmine ma anche dal centro dalla piazza,andavano tutti là,alla chiesa della stazione,in quel deserto che era diventato un aggregazione straordinaria. Quello fu il grande miracolo di Padre Giacomo,trasformare dal nulla una grande parrocchia, come se avesse avuto la bacchetta magica,oggi la più grande. Tutti i politici andavano in chiesa compatti. Mutò d’incanto tutto e tutti.Era un trascinatore,la gente era presa da lui,era un fiume in piena, un sole sempre acceso. Padre Giacomo diede una scossa decisiva ad Agropoli.Quando fondò l’istituto di Scienze religiose aveva visto lontano,decisiva fu la sua presenza per colmare il gap con Vallo della Lucania sede della diocesi e infatti il vescovo Casale stava più ad Agropoli che a Vallo. Padre Giacomo ebbe un ruolo risolutivo nell’affermazione della città di Agropoli, era una montagna di idee,un vulcano di fede sempre in eruzione. Era rude ma nello stesso momento docile e affabile con un sorriso che solo a ricordarlo vengono i brividi.  Padre Giacomo per la città di Agropoli è stato un dono di Dio, è stato qualcosa di troppo grande per poterlo descrivere e raccontare da umile giornalista di quartiere, si tratta di un Santo vicino al quale solo la venerazione può dettare le parole da scrivere. Padre Giacomo non ci manca, Padre Giacomo c’è, è qui in questa città  che aspetta di farlo beato e poi Santo, il nostro dovere è quello lavorare per condurre le istituzioni ecclesiastiche alla beatificazione e alla santificazione . Agropoli ha avuto un grande privilegio,ha avuto Padre Giacomo,lo ricordino le generazioni che verranno,lo ricordino tutti. Noi lo volgiamo Santo, il Santo di Agropoli e siamo certi che nel paradiso Padre Giacomo è già santo. Padre Giacomo Santo subito anche sulla terra.

Sergio Vessicchio

http://www.padregiacomoselvi.it/

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One thought on “AGROPOLI VENTICINQUE ANNI FA MORIVA PADRE GIACOMO SELVI,ARRIVO’ IN UN DESERTO,COSTRUI’ LA FEDE

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