ANGRI DANIELA COSTRETTA IN CASA DA UNA RARA FORMA DI ALLERGIA


ANGRI. Daniela Vitolo, un’angrese di ventinove anni, capelli scuri, lineamenti dolci, con la passione per l’arte. Una giovane donna così piena di vita, nonostante il destino si sia scagliato contro di lei, così sorridente, nonostante il dolore. Il dramma di Daniela Vitolo è iniziato circa sette anni fa. Dopo analisi invasive, diagnosi su diagnosi, pareri medici disparati, si era cominciato a pensare che si trattasse di un malessere di origine esclusivamente psicologico. Invece era l’inizio di un incubo, e soltanto due anni fa si è trovato un nome definitivo al male di Daniela: sensibilità chimica multipla. Si tratta di una malattia rara, molto controversa in ambito scientifico, e, tra le sue definizioni più comuni, vi è quella di essere «caratterizzata dalla presunta impossibilità di una persona a tollerare un dato ambiente chimico o una classe di sostanze chimiche».

Daniela ha iniziato ad accusare i primi sintomi quando aveva appena ventiquattro anni: dopo aver conseguito la laurea all’Accademia delle belle arti di Napoli, ha realizzato il suo più grande sogno, quello di diventare una pittrice, ed ha iniziato a lavorare in un laboratorio artistico. Un giorno Daniela è stata trovata svenuta tra pennelli e tele.

Presumibilmente la malattia è stata originata proprio da un’incapacità a tollerare qualche agente chimico presente in laboratorio. Oggi Daniela vive isolata nell’agriturismo “San Leo” ad Acerno, affidata alle cure della signora Anna, deve stare lontana quasi da tutti e da tutto, si nutre con pochissimi alimenti, pesa infatti solo 30 chili. La sua ricetta tipo è: riso, miglio e un po’ d’olio. Da quando è ad Acerno Daniela sta meglio, ora con l’arrivo del freddo Daniela deve lasciare quel luogo (è allergica anche ai riscaldamenti) in cui ha trovato un po’ di equilibrio.

La famiglia di Daniela, però, non si è data per vinta: con lei e per lei ha dato vita ad una forte e incisiva battaglia per cambiare lo stato delle cose e soprattutto l’approccio in Italia alla malattia.

«Noi non abbiamo bisogno di una raccolta fondi -spiega Antonio Vitolo, il padre di Daniela- Abbiamo bisogno che la Regione riconosca la mcs come patologia invalidante, e che stanzi i fondi per far fronte alle esorbitanti spese mediche. Inoltre continuano a confidare nei progressi della ricerca».

Inoltre da Angri parte anche un’altra crociata: fare in modo che almeno un ospedale attrezzi una stanza per questi malati, perché, come spiega il papà di Daniela, hi è affetto da msc non può recarsi in ospedale o in ambulatori medici comuni, né per visite né per interventi, senza mettere a repentaglio la stessa vita. Dall’amministrazione comunale angrese a gruppi di ragazzi, in tanti si stanno attivando per fare concretamente qualcosa.

L’amministrazione si sta muovendo su due fronti: reperimento di fondi, che serviranno all’acquisto di un camper per trasportare Daniela e gli altri ammalati in giro per le località più idonee ad accoglierli, e proposta al consiglio comunale di votare una mozione finalizzata a chiedere il riconoscimento di questa rara patologia come malattia invalidante.

I giovani, si stanno organizzando per trovare una nuova casa a Daniela. Inoltre oggi Antonio e Alfonsina, i genitori di Daniela, incontreranno Renato Balduzzi, ministro con delega alla Salute, all’Università di Salerno, alla fine di un convegno. Per l’occasione è prevista anche una carovana di cittadini e amministratori.

Maria Paola Iovino

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