AGROPOLI SI DISCUTE AL COMUNE SULLA REQUISITORIA DELL’ISPETTORE TATO’ IL SINDACO PREPARA LA RISPOSTA


AGROPOLI. È una dura requisitoria, quella dell’ispettore ministeriale inviato al Comune di Agropoli un anno fa a seguito dello sforamento, nel 2009, del patto di stabilità. Una requisitoria a cui «i funzionari competenti per settore stanno preparando le controdeduzioni», come ha tenuto a precisare il sindaco Franco Alfieri. Durante la sua permanenza presso l’ente cilentano durata dal luglio al settembre 2011, il dirigente del settore ispettivo della finanza pubblica del ministero dell’Economia, Vito Tatò, ha passato al setaccio i dati forniti dai funzionari del Comune. Alla fine del periodo di analisi ha provveduto a stilare una relazione nella quale ha posto in risalto quelli che, a suo avviso, sono gli elementi di criticità riscontrati. «Particolare attenzione – dice Tatò – va posta nei rapporti con le società partecipate, Agropoli Servizi ed Agropoli Stu, i cui cattivi risultati in termini economici rischiano di riflettersi sull’ente. Per quanto concerne l’indebitamento, l’ente ha lasciato inutilizzate somme giacenti presso la Cassa depositi e prestiti che potevano essere impiegate per nuovi investimenti. Inoltre risulta che il Comune ha fatto ricorso all’indebitamento per finanziare spese non d’investimento».

Poi Tatò mette in risalto un altro dato, riguardante il patto di stabilità 2010, anno durante il quale il Comune ha acquisito al patrimonio pubblico il castello medievale. Secondo il dirigente del minisrero «l’operazione ha avuto effetti elusivi in relazione agli obblighi imposti nel 2008, mentre nel 2010 il patto è stato rispettato solamente a seguito della mancata contabilizzazione degli oneri derivanti dall’affidamento di servizi alla società partecipata Agropoli Servizi».L’ispettore si sofferma quindi sull’affidamento reiterato di incarichi tecnici effettuati per via diretta, senza compiere la procedura comparativa prevista per legge. In particolare cita «l’affidamento al geometra G. C. per il supporto tecnico esterno all’Area assetto ed utilizzazione del territorio; agli architetti P. D. D. e M. P. per la direzione dei lavori relativi all’ampliamento del cimitero; agli architetti C. G. e M. A. per la progettazione di un parco pubblico in via Madonna del Carmine. A M. A. è stato affidato inoltre il progetto per la costruzione della stazione degli autobus in via Salvo D’Acquisto; all’ingegnere F. S. l’incarico di progettazione per la realizzazione di fabbricati per servizi turistici e diportistici nel porto di Agropoli».Una casistica, dunque, piuttosto ampia, all’interno della quale emergono elementi decisamente inusuali: «In un caso specifico due su tre incarichi sono stati affidati alla stessa persona a distanza di soli 21 giorni l’uno dall’altro» sottolinea Tatò che, nelle conclusioni, evidenzia anche come «l’ente è tenuto ad osservare i principi di trasparenza e a non affidare, quindi, incarichi sempre alle medesime persone bensì garantire la rotazione».L’ispettore inviato al Comune di Agropoli rileva, poi, irregolarità nelle procedure di progressione verticale del personale dell’ente, nel pagamento degli incentivi per la progettazione e nel pagamento di somme in violazione al principio di onnicomprensività: «Le progressioni economiche sono state attribuite in maniera generalizzata a tutti i dipendenti, senza perseguire finalità premiali».

Andrea Passaro

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...