SALERNO PIAZZA DELLA LIBERTA’ DEMOLITA E RICOSTRUITA


Piazza della Libertà va demolita e ricostruita: non c’è pace per l’area di Santa Teresa, presso la quale sono in corso i lavori per la realizzazione della piazza mentre si attende invece il destino di quelli per la realizzazione del Crescent. Il sindaco Vincenzo De Luca ha dichiarato che la zona della piazza nella quale si sono verificati i cedimenti delle scorse settimane “va demolita e ricostruita”. La decisione al termine del sopralluogoeffettuato nella giornata di ieri dai tecnici del comune e da quelli della Esa costruzioni, l’impresa che sta effettuando i lavori. Presenti anche alcuni consulenti tra i quali Michele Brigante, del dipartimento di ingegneria strutturale dell’Università diNapoli. Alla fine, quindi, la decisione di demolire la piazza in alcuni punti e di ricostruirla, allo scopo di garantire la massima sicurezza. Questo il commento del sindaco: “Gli interventi vanno effettuati e vanno effettuati a carico dell’impresa, il comune non caccia un Euro. Ma i lavori vanno avanti: è chiaro che non si potrà inaugurare per San Matteo, mese più mese meno non ci interessa, quest’opera deve durare nei secoli e deve essere realizzata come Dio comanda”.

DE LUCA

Una fetta di piazza della Libertà sarà demolita e successivamente ricostruita. Lo hanno stabilito i tecnici di Palazzo di Città e quelli della ditta che si è aggiudicata i lavori, la Esa Costruzioni, nel corso di una riunione-fiume che il cantiere ha ospitato nella giornata di ieri. Lo staff del direttore operativo Sergio Delle Femmine, insieme agli ingegneri comunali ed al perito nominato dall’amministrazione, il professore MicheleBrigante, ha esaminato tutta la documentazione cartacea relativa al progetto ed alle successive modifiche. Le verifiche statiche ed i sopralluoghi sul campo hanno evidenziato la necessità di ricorrere ad un abbattimento parziale di quanto finora realizzato che dovrebbe riguardare un’area compresa tra i quattrocento ed i cinquecento metri a ridosso dei pilastri che nella stagione estiva hanno subìto dei cedimenti. Sarebbero una decina i piloni che si sono staccati di quasi venti centimetri dal solaio, provocando così un avvallamento del piano sottostante che ha destato preoccupazioni. L’attenzione dei tecnici si è poi concentrata anche sulle travi di collegamento che costituiscono il perno portante della struttura a ragnatela che dovrà sorreggere l’agorà.
Una struttura che ha evidentemente palesato dei problemi di staticità se la decisione finale è stata quella di demolire una quota di quanto finora costruito. Le operazioni, ha precisato il sindaco De Luca, saranno interamente a carico della Esa costruzioni: Palazzo di Città, infatti, non sborserà neppure un euro in più rispetto al previsto. «Si demolisce e si ricostruisce a spese dell’impresa – ha tagliato corto il primo cittadino – Per noi è un’opera strategica, perchè insieme alla stazione marittima simboleggia la città moderna che affonda le sue radici nella tradizione». Chi sperava in un taglio del nastro per l’area dei parcheggi in occasione di San Matteo, resterà deluso: «Ovviamente non ci sarà nessuna inaugurazione – ha sottolineato De Luca – La priorità è quella di fare un’opera come Dio comanda che dovrà durare nei secoli. Non stiamo a guardare una settimana in più o in meno».
Lo slittamento dei tempi di consegna, a questo punto è inevitabile, anche perchè contestualmente alle perizie espletate ieri dai tecnici della Esa e del Comune, si attendono le relazioni di quelle redatte dai carabinieri del Noe (nucleo operativo ecologico) per conto della Procura che, a seguito dei numerosi esposti che si sono susseguiti in merito ad un eventuale rischio idrogeologico (in particolare legato alla deviazione del tratto terminale del torrente Fusandola), ha aperto un fascicolo di inchiesta. Nelle scorse settimane si sono infatti moltiplicate le lettere di denuncia indirizzate al Genio civile, alla capitaneria di Porto ed all’Autorità di bacino, ad opera del comitato No Crescent, di alcuni consiglieri di opposizione e degli ambientalisti di Italia Nostra che meno di quarantotto ore fa, avevano sollecitato i cittadini ad alzare la guardia ed il Comune «ad interviene per sospendere i lavori in modo da individuare le cause dei crolli e così tranquillizzarsi sulla fattibilità dell’opera».
E’ di ieri, invece, una nota del Movimento 5 Stelle: «Ci si chiede quanto conti la cittadinanza in questa città e quale interesse persegua l’amministrazione comunale, considerato che qualunque cosa accada, la realizzazione del Crescent, opera privata, sembra avere la priorità su qualunque altra opera pubblica. Ultimo, ma non meno importante, è l’aspetto idrogeologico dell’area di S. Teresa. Ci chiediamo a cosa sia dovuto il cedimento di parte di piazza della Libertà: ai lavori del Crescent? Ad errori di progettazione? Ad errori di esecuzione? I cittadini si sono indebitati per trenta milioni di euro per la realizzazione della piazza e meritano una risposta».

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