OMICIDIO DI VIBONATI PRESO IL COLPEVOLE HA CONFESSATO


 
Ucciso per futili motivi, per piccoli dissidi legati a confini tra terreni: è morto così Giuseppe Novellino, pensionato di 71 anni, nativo di Vibonati ma residente a Torino. Il corpo dell’uomo è stato trovato ieri sera dai vigili del fuoco in località Gallieri del comune di Vibonati. Secondo quanto si è appreso il corpo era in una scarpata, occultato da materiale di risulta e da terriccio e presentava sulla testa una vasta ferita. I carabinieri della compagnia di Sapri, agli ordini del capitano Emanuele Tamorri, hanno quindi avviato le indagini e nella notte hanno fermato un uomo, un 61enne del posto che, come riferito dalla compagnia carabinieri di Sapri, avrebbe confessato di aver ucciso il 71enne proprio per dissidi legati a confini di terreni.Un tragico epilogo quindi per la scomparsa di Giuseppe Novellino, denunciata nella serata di domenica scorsa da parte dei familiari. Novellino era nativo di Vibonati e risiedeva a Torino, dove sino a qualche tempo fa aveva lavorato come operaio. Possedeva comunque ancora un terreno a Vibonati ed ogni tanto vi faceva ritorno. Proseguono intanto le indagini: la magistratura ha disposto l’autopsia sul corpo dell’uomo.

COMUNICATO STAMPA DEI CARABINIERI

Da circa due giorni si erano ormai perse le sue tracce. Martedì sera la macabra scoperta. Intorno alle 20.00, i Carabinieri della Compagnia di Sapri, dopo 24 ore di ininterrotte ricerche, hanno rinvenuto, sepolto sotto terra, il cadavere di Giuseppe Novellino, 71enne di Vibonati, ma residente a Torino, del quale martedì mattina ne aveva denunciato la scomparsa il nipote. Quel cumulo di terra, in aperta campagna nel comune di Vibonati, in località “Gallari”, aveva insospettito gli inquirenti. E così, dopo aver scavato nel terreno, è emerso il corpo.Le immediate indagini, coordinate dal Dottor Carlo Rinaldi, Sostituto Procuratore del Tribunale Sala Consilina, hanno da subito portato ad un sospettato, proprietario di alcuni terreni vicini al luogo dell’omicidio. In effetti, poco dopo, A.M., 61enne del posto, è stato portato in caserma per essere sentito. Negli uffici del Comando Compagnia, dopo un lungo interrogatorio, il principale indiziato ha confessato, non reggendo più ai sensi di colpa. Il movente sarebbe riconducibile a futili motivi legati a confini di proprietà. Sul posto, per i rilievi tecnici, è giunta la Sezione Investigazioni Scientifiche del Comando Provinciale di Salerno.

 
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