BRUCIA IL CILENTO DA AGROPOLI A SAPRI ETTARI DI TERRENO ANDATI IN FUMO


Incendi di grandissime proporzioni quelli che si sono registrati ieri
nel Cilento. Nella foto qui a fianco c’è l’incendio che ieri ha danneggiato la diga dell’alento.Per via del forte vento che ha imperversato in zona i diversi
focolai sono stati alimentati in maniera sostenuta e il lavoro di spegnimento è
risultato più gravoso. Il primo incendio significativo si è avuto nella notte
tra Gioi, Cardile e Salento. Oltre tre ore di fuoco hanno distrutto diversi
ettari di macchia mediterranea in località Sardiano e solo grazie all’arrivo
tempestivo delle squadre della Comunità Montana “Gelbison e Cervati”, dei
vigili del fuoco e della Protezione Civile si è posto fine all’incendio. 
Spaventoso anche il rogo che dalla tarda mattinata ha tenuto con il fiato
sospeso i cittadini di Cicerale e Prignano Cilento e soprattutto che ha fatto
temere per le strutture dell’Oasi dell’Alento. Le fiamme, domate solo nel
pomeriggio, hanno comunque distrutto numerosa vegetazione anche se non
risultano problemi alle strutture ricettive presenti nell’Oasi.Un incendio e’ divampato nella serata di ieri in località Fuonti ad Agropoli. Il fuoco ha minacciato da vicino alcune case. I vigili del fuoco del Comando provinciale di Salerno sono intervenute in forze con una squadra e due autobotti. Ci sono volute alcune ore per domare le fiamme. Ma notevole
sforzo nello spegnimento hanno richiesto anche i roghi divampati nella prima
mattinata a Castellabate, Montecorice, Ascea e nel Golfo di Policastro in
particolare nella zona tra Torre Orsaia e Policastro Bussentino. Un incendio
nel tardo pomeriggio ha poi devastato numerosi ettari di macchia mediterranea
in località Sant’Antonio a Pisciotta.Intanto si registra una nota di legambiente: “”Non crediamo al destino cinico e baro dietro le fiamme, visto che 80% degli incendi sono dolosi. Contro i ladri di futuro servono pene severe”. In una nota Michele Buonomo, presidente Legambiente Campania ritorna sugli incendi che stanno colpendo la costiera amalfitana. “Siamo davanti ad un terrorismo ambientale,dove le fiamme sono una delle più gravi emergenze , perché distruggono habitat, i paesaggi, mettono a rischio l’economia locale, accrescono il rischio idrogeologico e le frane, alimenta l’abusivismo edilizio. Nelle agende politiche ci sono delle priorità: la lotta agli incendi lo è ma non solo in estate”.

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