EBOLI PROVOCAZIONE DI UN ANONIMO LA LITORANEA DIVENTA ZONA “ZPL” ZONA PROTEZIONE LUCCIOLE


L’area della Marina di Eboli diventa la prima “Zpl” d’Italia, ovvero Zona a protezione delle lucciole: la provocazione è contenuta in numerosi manifesti anonimi che sono stati affissi per mettere appunto in risalto la massiccia presenza di “lucciole”, ovvero prostitute italiane e straniere, lungo i circa otto chilometri di costa ebolitana, un’area peraltro da anni dichiarata Sito di interesse comunitaria in quanto zona a tutela degli uccelli migratori. Secondo l’anonimo ideatore della protesta, però, è più corretto ormai parlare di zona a protezione delle “lucciole”.

 

 

 

 

 

 

La presenza sempre più consistente sul litorale ebolitano di ragazze nordafricane e dell’est europeo che ogni sera si prostituiscono, è il segno di un degrado che gli ebolitani devono sopportare da troppo tempo: ecco perché l’anonimo cittadino ha pensato a questa protesta singolare ed ha tappezzato il litorale ebolitano con i curiosi manifesti allo scopo di sensibilizzare le centinaia di automobilisti che da Eboli raggiungono la litoranea per recarsi a mare.Quello della prostituzione è un fenomeno difficile da debellare, infatti malgrado la costante attività di prevenzione e repressione messa in atto sul territorio dalle forze dell’ordine, puntualmente le ragazze, anche se allontanate e in alcuni casi destinatarie del foglio di via obbligatorio, ritornano in strada. In consiglio comunale era stata recentemente anche approvata una delibera di giunta con una specifica ordinanza anti prostituzione che prevedeva la possibilità di multare i clienti grazie al divieto di sostare con l’auto anche per pochi minuti e a quello di far salire in auto le prostitute: le sanzioni prevedevano anche il sequestro eventuale della vettura. Eppure il fenomeno non ha accennato a diminuire.Tra l’altro le storie di prostituzione nascondono spesso un risvolto ancora peggiore: molte donne sono infatti tenute in stato schiavitù, sfruttate oltre ogni limite dai protettori e costrette a vendersi nelle notti italiane. E dunque lo strumento dell’ordinanza e l’attività delle forze dell’ordine servono ad ostacolare il fenomeno ma non a risolverlo. Molti residenti chiedono controlli sempre maggiori anche con l’installazioni di telecamere, per consentire alle forze dell’ordine di tenere il più possibile sotto controlli il fenomeno della prostituzione.

Sergio Macellaro

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