VALLO DELLA LUCANIA MEDICO IN PENSIONE OPERAVA IN GINECOLOGIA CINQUE AVVISI DI GARANZIA


 Un affondo della procura di Vallo della Lucania in pieno agosto nella sanità vallese. Cinque avvisi di garanzia sono stati ratificati ad altrettanti sanitari dell’ospedale san Luca di Vallo della Lucania dove a seguito di una denuncia di una donna di Pisciotta l’ex primario in pensione continuava ad esercitare con l’aiuto di compiacenti colleghi.La denuncia rislae all’anno 2010. Da lì sono partite le indagini coordinate dal procuratore capo di Vallo della Lucania Giancarlo Grippo e portate a termine dai Nas di Salerno e dalla polizia giudiziaria del Tribunale di Vallo. Il pm vallese ha emesso cinque avvisi di conclusione delle indagini. Gli avvisi sono stati notificati al primario del reparto di ginecologia Salvatore Ronsini, residente a Vallo della Lucania, e ai medici Vincenzo Filpi in pensione dal primo settembre 2009, Michele Del Duca  , Maria Antonietta Di Filippo di Capaccio e Gaetano Tabano di Roccadaspide.Tutte queste persone sono state accusate di usurpazione di funzioni pubbliche in concorso di reato. Dalle indagini portate a termine sarebbe emerso che il medico Filpi, nonostante fosse in pensione già dal primo giorno di settembre del 2009, continuava a far partorire numerose pazienti. In alcune circostanza i parti risultavano anche pericolosi. L’accusa ha aggiunto al medico Filpi, il primario Rosini ed altre tre persone che nel 2009 erano medici di turno che «consentivano al professionista pensionato di accedere in sala operatoria e di operare al loro posto». Dagli interrogatori degli inquirenti, sarebbe emesso che il dottor Filpi era davvero in sala operatoria ed ha operato diverse donne. Le indagini proseguono per verificare soprattutto i motivi del gesto e quindi il perchè questo medico continuava a svolgere la propria attività sostituendo nel lavoro i colleghi più giovani.In pratica dalle indagini dei militari sarebbe emerso che il dottore Vincenzo Filpi, nonostante fosse già in pensione, continuava ad esercitare la propria professione all’interno del reparto portando a termine numerosi parti, alcuni anche piuttosto complicati.Il tutto, secondo l’accusa, con il benestare del primario Ronsini e dei vari medici di turno che consentivano al professionista pensionato di accedere in sala operatoria e di operare al loro posto.I carabinieri, nei mesi precedenti, hanno interrogato diverse donne e tutte avrebbero confermato la presenza del dottor Filpi all’interno della sala parto.Ma le indagini delle forze dell’ordine sono tuttora in corso per verificare il perché quest’ultimo continuava a svolgere attività medica all’interno della struttura pubblica sostituendo nel lavoro i suoi colleghi più “giovani”. Ulteriori dettagli potrebbero emergere in sede dibattimentale.Per il momento la notizia dell’inchiesta ha fatto velocemente il giro del comprensorio dove i cinque medici sono molto conosciuti.

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