LA PAROLA ALL’AVVOCATO……..rubrica periodica del nostro portale a cura dell’Avv.Benedetta Sirignano.


IN QUESTO NUMERO  LA RESPONSABILITÀ DEL CONDOMINIO


– Gent.mo Avv. Sirignano, purtroppo non è raro che, all’interno del condominio, si verifichino infortuni ai condomini o a terzi che percorrono o utilizzano gli spazi condominiali, ed allora, in che modo è possibile stabilire chi sia il responsabile, o meglio, accertare su chi ricada la responsabilità dell’accaduto ?

In caso di incidenti o infortuni relativi agli spazi condominiali, si pone il problema di accertare la responsabilità su chi ricada : condominio, condomino o terzo, a seconda della fattispecie concreta.
Talvolta, la soluzione è evidente. In altri casi occorre verificare nel caso di specie, la condotta attiva od omissiva del danneggiato e il nesso eziologico nella concreta dinamica dell’evento dannoso o pericoloso ( Cassazione n. 5977/2012 ).

– In poche parole, il soggetto che sia vittima di un incidente in uno spazio condominiale, sia che si tratti di un condomino o di un terzo estraneo, quando potrà ottenere il risarcimento dei danni dal condominio ?

Il soggetto infortunato in uno spazio condominiale, condomino o terzo che sia, può chiedere il risarcimento danni al condominio soltanto ove riesca a provare il nesso causale tra l’evento e il bene sul quale l’amministratore del condominio avrebbe dovuto vigilare.
Nel diritto, ma prima ancora nelle scienze naturali, si definisce come nesso di causalità il rapporto tra una circostanza condizionante ed una circostanza condizionata, tra la causa e l’effetto. Il rapporto di causalità materiale o fisica si basa sul principio che ad ogni effetto deve corrispondere una causa.

– Può farci un esempio a riguardo ?

Il passante che si ferisce ad un arto, il quale, transitando in uno spazio condominiale, inciampa su una grata non perfettamente livellata “dal condominio” e non perfettamente visibile e, quindi, evitabile con la dovuta diligenza.
Orbene, tra il danno ( evento : ferita all’arto ) e l’inciampare nella grata ( azione ) vi è certamente un nesso eziologico.
Ma bisognerà – sia ben chiaro – accertare, caso per caso, le sfumature tali da condurre alla responsabilità di uno piuttosto che di un altro.

– Quali sono le responsabilità del condominio ?

Se un condomino o un terzo, a causa della mancanza di adeguata manutenzione e/o di cautele, si infortuna, sorge a carico del condominio l’obbligo di risarcire il danneggiato.
Infatti, il condominio in quanto proprietario è anche custode di tutte le parti comuni dell’edificio e pertanto è responsabile di tutti i danni cagionati dalle cose in custodia.
È bene precisare che detta responsabilità sussiste essenzialmente sulla base di due presupposti : un’alterazione del bene condominiale che per le sue particolari caratteristiche determina la configurazione della c.d. insidia, e la imprevedibilità ed invisibilità di tale alterazione per il soggetto che subisce il danno conseguentemente a questa situazione di pericolo.Tale responsabilità ricorre se nella parte comune condominiale si verifica una situazione che può procurare danni al singolo.
E’ necessario che il bene costituisca la causa o la concausa del danno.
La norma di riferimento individua, infatti, una ipotesi di responsabilità oggettiva ( art. 2051 c.c. ), salva la possibilità da parte del condominio di salvarsi “in calcio d’ angolo” provando il c.d. caso fortuito, ovvero che il nesso eziologico sia da imputare ad altra causa concorrente ed imprevedibile.

– In definitiva ?

Mentre spetta al danneggiato l’onere di provare il nesso causale tra azione o omissione ed evento, il presunto danneggiante può soltanto essere ammesso a provare la ricorrenza, nel caso di specie, di un ulteriore nesso causale che abbia determinato il verificarsi dell’incidente ( ad esempio, le scale condominiali rese pericolose dalla caduta accindetale di olio o sapone da parte di un condomino o un terzo ) e che quindi lo scagioni dalla sua responsabilità.
Cosa diversa è se il condominio per <<scarsa illuminazione delle scale condominiali>> abbia fatto sì che il danneggiato, appunto per la scarsa visibilità da illuminazione, non abbia potuto preventivamente vedere l’olio o il sapone sulle scale, di guisa da evitare di incombervi ed evitare lo scivolone con conseguente danno – in tal caso si ritorna alla responsabilità del condominio -.
Da qui, è evidente, come la singolarità di ciascun caso, possa stravolgere la conclusione  dell’iter dell’accertamento della responsabilità, nonostante vi siano a monte chiari e precisi parametri normativi di riferimento.

– Altri esempi pratici di responsabilità condominiale, quali possono essere ?

Allo stesso modo sussiste la responsabilità per i danni derivati ad una persona dalla caduta delle scale <<per improvviso spegnimento della luce determinato da un sistema di illuminazione ad intermittenza>> ; lo stesso dicasi in caso di <<sporgenze rispetto al piano di calpestio o nuovi manufatti collocati sul pavimento di cortili che per la novità della installazione presentino i caratteri della c.d. insidia>>.

– Può il caso fortuito invocato dal condominio consistere anche nella condotta del condomino danneggiato che non si attenga a norme di comune prudenza?

Assolutamente si. Si è infatti esclusa la responsabilità del condominio, in un caso di evidente comportamento colposo del condomino che, pur potendo verificare in condizioni di normale visibilità la particolare scivolosità del pavimento delle scale, non abbia prestato la normale diligenza e la dovuta particolare attenzione alla situazione anomala dei luoghi.

Per saperne di più :
STUDIO LEGALE SIRIGNANO VIA PIO X, 18  – AGROPOLI SA –
Si riceve per appuntamento : 0974823041.

Benedetta Sirignano
è Avvocato iscritto all’Ordine degli Avvocati di Vallo della Lucania
è specializzata in Derecho Espanol presso l’Università Cattolica Sant’Antonio di Murcia, Spagna.
è Academicum presso l’Università Sancti Cyrilli, Malta
è Mediatore Civile Professionista
è collaboratrice dello Studio Legale Sica Associato in Salerno e riceve presso il suo Studio Legale in Agropoli (SA) alla via Pio X, 18.

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