Castelsandra, ruspe su 25 villette abusive


Saranno demolite le 25 villette abusive che sorgono sull’area (demanio di uso civico) circostante l’Hotel Castelsandra. Il via libera alle ruspe arriva dal Tar che ha respinto nel merito i ricorsi della società Hotel Castelsandra di Romano Leonilde & C., in liquidazione, e del compossessore Antonio Agizza. I ricorrenti avevano impugnato numerosi atti che sono preordinati alla demolizione dei manufatti ed alla riqualificazione dell’area. Il Tribunale, però, ha giudicato infondate le censure di legittimità prospettate Riprende efficacia, quindi, la gara di appalto di abbattimento delle opere edilizie abusive, aggiudicata a dicembre del 2007 all’Ati Ardea-Insalata-Manna. Nel 2003 la Regione ha assegnato al Comune di Castellabate 600.000 euro per procedere alle demolizioni. Qualche mese dopo il finanziamento, la giunta comunale, guidata dal sindaco Costabile Maurano, ha approvato il progetto esecutivo del primo lotto dei lavori. In precedenza, la Regione aveva diffidato lo stesso Comune di Castellabate, minacciando di nominare un commissario ad acta in caso di ulteriore inerzia municipale. Intanto, l’Amministrazione comunale ha ribadito la volontà di conservare le opere del complesso immobiliare Castelsandra, realizzate con titoli edilizi formalmente rilasciati, e di conservarle nel patrimonio comunale ai fini del pubblico interesse. La storia – Circa quaranta anni fa una coppia di belgi decise di costruire l’albergo di prima categoria (120 posti letto) immerso nel verde collinare, dandogli il nome della giovane figlia morta. Successivamente i coniugi vendevano l’immobile alla società Hotel Castelsandra che realizzava i 25 villini abusivi. Nel 1992 il Tribunale di Napoli disponeva la confisca di tutti i beni della società per legami con il clan camorristico dei Nuovoletta. Nel 1994, però, la Cassazione assolveva con formula piena Antonio Agizza, socio al 50%, dal reato di partecipazione ad associazione a delinquere di stampo mafioso e ad agosto dello stesso anno la Corte di Appello di Napoli annullava la confisca. Il 28 novembre del 2007, giorno successivo alla presentazione dei ricorsi, un decreto monocratico del presidente del Tar sospendeva gli atti impugnati. Nell’udienza del successivo 5 dicembre le parti concordemente chiedevano il rinvio, con mantenimento degli effetti della sospensiva presidenziale. Il 14 febbraio del 2008, il collegio giudicante, in relazione alla rilevanza e complessità della vicenda, fissava la trattazione del merito della controversia all’udienza del successivo 15 maggio, concedendo nelle more la richiesta sospensiva dei provvedimenti impugnati. A circa otto mesi dalla discussione dei ricorsi, il Tribunale ha depositato il suo corposo verdetto che, come ha comunicato l’avvocato Lorenzo Lentini, difensore dei ricorrenti, sarà appellato in Consiglio di Stato. Nella causa sono intervenuti anche gli avvocati Adriano Tortora (Comune), Beatrice Dell’Isola (Regione) ed il rappresentante dell’Avvocatura distrettuale dello Stato.

fonte http://sfoglia.ilmattino.it

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